Quando i piccoli contano!!
Allora se nessuno vi ha mai parlato dello ioide è giunto il momento di dare una lettura a questo articolo. Cercherò di darvi come al solito qualche informazione e qualche spunto di riflessione.
Su internet trovate numerose risorse che vi spiegheranno da un punto di vista anatomico più nel dettaglio la forma e composizione dell’apparato ioideo (in fondo all’articolo troverete alcuni link utili), ma credo che a noi possa bastare comprendere meglio come questo apparato influenza il movimento del cavallo.
Tutti noi, o almeno lo spero, ci preoccupiamo di lavorare e ginnasticare correttamente il nostro amico equino affinché si possa mantenere in salute. Ma come qualsiasi cosa se fatta in modo superficiale rischiamo di trascurare dettagli che poi dettagli non sono!!!
Ecco, lo IOIDE è uno di quei dettagli da non trascurare… vediamo perché.
In sostanza vi dovete immaginare l’apparato ioideo come un insieme di ossicini a forma di Y: la parte superiore è collegata al cranio attraverso l’articolazione ATM (Articolazione Temporo Mandibolare) mentre la parte inferiore si attacca alla lingua, laringe e faringe.
Ma allo ioide si attaccano anche altri muscoli importanti per il movimento del cavallo:
- Occipitoioideo: verso l’alto fino al cranio del cavallo (nuca)
- Sternoioideo e sternotiroideo: verso il basso fino al petto
(sterno)
- Omoioideo: verso la scapola
Allo sterno d’altra parte sono anche attaccati i muscoli pettorali e addominali e la loro catena muscolare arriva fino al bacino formando la catena muscolare ventrale.
Se c’è pertanto tensione nei muscoli sternoioideo e/o sternotiroideo, attraverso la catena ventrale questa tensione si ripercuoterà anche sui muscoli pettorali e addominali e quindi sull’uso dei posteriori e sulla loro capacità di venire sotto il baricentro del cavallo.
D’altro canto anche qualsiasi alterazione della tensione nell’omoioideo può potenzialmente influenzare il movimento della scapola, influenzando così la lunghezza della falcata e l’andatura.
Quindi in termini esemplificativi, lo ioide rappresenta un ponte di collegamento tra la bocca e i muscoli deputati alla locomozione del cavallo, catena ventrale ma anche nuca attraverso il legamento nucale e quindi poi indirettamente fascia dorsale.
Se c’è tensione in bocca è legittimo pensare che questa tensione potenzialmente possa ripercuotersi sui muscoli attaccati allo ioide e di conseguenza anche a quelli a a lui indirettamente collegati.
Un uso scorretto dell’imboccatura, il rollkur, nasaline troppo strette, redini tirate oltre misura, così come qualsiasi altro uso improprio degli strumenti utilizzati che va a disturbare se non a provocare dolore in bocca possono creare tensione nei muscoli connessi allo ioide e di conseguenza impedire l’impegno della catena muscolare ventrale e di conseguenza anche degli arti posteriori.
All’apparato ioideo sono inoltre attaccati anche dei muscoli che permettono alla lingua di muoversi e che concorrono al funzionamento dell’apparato respiratorio.
Tutto quanto detto dovrebbe facilmente far comprendere come qualsiasi impedimento ai movimenti della lingua o della bocca in generale possono compromettere l’uso corretto dell’apparato ioideo con conseguenze sulla respirazione del cavallo ma anche con rigidità muscolari o di limitata qualità della locomozione.
Già Baucher aveva compreso questo collegamento tant’è che nel suo libro “Manuale di equitazione” scrive:
“Osservazioni lunghe e coscienziose mi dimostrarono che, qualunque possa essere il vizio di conformazione, il quale si oppone nel cavallo alla giusta ripartizione delle forze, è sempre nel collo dove se ne porta l’effetto più immediatamente. Non avvi falso movimento, non resistenza la quale non sia preceduta dalla contrazione di questa parte dell’animale; e siccome la mascella sta in rapporto intimo col collo la rigidezza dell’uno si comunica istantaneamente all’altra. Questi due punti costituiscono il sostegno contro il quale si puntella il cavallo per render vani tutti gli sforzi del cavaliere.”
Anche il Gen. L’Hotte scriveva: “Il piego, quale lo intende l’alta equitazione, non si concentra nella direzione della testa. Risiede innanzi tutto nella sottomissione della mandibola, che è la prima molla che riceve l’effetto della mano. Se questa molla risponde con morbidezza all’azione che sollecita il suo gioco, determinerà la flessibilità dell’incollatura e provocherà il legame delle altre molle, in conseguenza della correlazione che esiste istintivamente tra tutte le contrazioni muscolari. Se, al contrario, la mascella, resistendo, si rifiuta di mobilizzarsi, allora niente più leggerezza, perché per natura, poiché le resistenze si sostengono mutuamente, quest’ultima avrà numerose ripercussioni."
Non entro, non in questo articolo almeno, nel merito se sia preferibile utilizzare o meno un’imboccatura, vorrei solo che questo piccolo (e non easustivo) approfondimento anatomico, vi faccia comprendere quanto sia importante l’uso degli strumenti con cui comunicate con il cavallo quando essi vanno a lavorare su una parte del corpo così importante. Siate critici, siate attenti, domandatevi, chiedete e soprattutto cercate le risposte altrove se non sanno darvele.
Risorse:
Come sempre Buona lettura!!
