Mi sono chiesta se fosse opportuno scrivere l’ennesimo articolo di condanna del Rollkur o no. In realtà in rete si trovano davvero infinite risorse che trattano l’argomento ( in fondo all’articolo vi metterò alcuni riferimenti ).
Anche in molti libri l’argomento viene spiegato, approfondito e vi è una condanna unanime da chi ha a cuore il benessere psicofisico del nostro amico…allora a questo punto cosa altro posso aggiungere che non sia già stato detto??
Posso fare alcune riflessioni…
- Si vede quello che si conosce….
Se una persona non conosce l’incappucciamento (o in iperflessione rollkur), non ne conosce gli effetti, le conseguenze e i danni che può portare, difficilmente potrà in modo consapevole decidere cosa è giusto e cosa non lo è… ma qui chiaramente entra in gioco la RESPONSABILITA’ che ogni proprietario di un cavallo si DEVE prendere. Responsabilità di formarsi, capire, avere senso critico, ragionare, cercare di affidarsi non al primo che capita ma a persona dalla comprovata esperienza e conoscenza, stabilire un giusto equilibrio tra i nostri desideri e le necessità di salvaguardare l’equilibrio psicofisico del cavallo… e mille altre cose.
Ma se il proprietario manca anche in una sola di queste responsabilità purtroppo rischia di non accorgersi nemmeno di fare un danno. Questo lo rende meno colpevole?? Secondo me no. Il rispetto per un altro essere non ammette ignoranza…
- Non esistono mezze misure…
Il rispetto non ha mezze misure. Mi spiego… strattonare il cavallo in bocca una due o tre volte, non è meno grave che strattonarlo ogni volta che lo si monta… avere il cavallo incappucciato, ma pochino dietro la verticale, non è meno grave che metterlo in rollkur… perché dimostra che non si capisce l’importanza di lavorare con il cavallo nel rispetto di alcuni minimi principi etici e seguendo sopratutto anche delle minime regole di biomeccanica… anche qui non esiste una colpa minore, esiste una colpa e basta.
Parlando della flessione della nuca, il generale Licart in “Equitazione ragionata” scrive:
“La verticalità del dorso del muso dev’essere considerata come il limite del tutto estremo del piego; in effetti come il dorso del muso passa un tantino dietro la verticale, il cavallo è incappucciato.”
Faccio notare che Licart usa l’espressione “un tantino”, pertanto nemmeno per lui c’erano mezze misure…
- I formatori…
Ecco qui le responsabilità sono ancora più gravi… chi si prende la briga di insegnare a bipedi e quadrupedi dovrebbe farlo con la giusta conoscenza. Non si può né è pensabile pensare di sapere tutto ma allora si deve avere anche l’umilità di fermarsi laddove le competenze hanno dei limiti. Tutti ne abbiamo, non dobbiamo dimostrare di essere degli dei….
Il punto è che è facile sembrare di sapere di fronte ad una persona che non sa, ma purtroppo a rimetterci è SEMPRE il cavallo..
Vi invito a ragionare, riflettere, capire… dal vostro comportamento e dalle vostre conoscenze dipende il benessere di un animale che in alcuni casi amate sinceramente.
Di seguito alcuni riferimenti, ma basta scrivere “incappucciamento cavallo” su google e non mancheranno risorse a cui attingere.
Gerd Heuschmann “Il dito nella piaga”
Philippe Karl “Derive del dressage moderno”
Licart “Equitazione ragionata”
http://www.neroperpassione.it/leggerezza/Karl_Articolo_Mani_Basse-Alte_rv04.pdf
