EQUILIBRIO DEL CAVALLO: NESSUN MISTERO
Cosa si intende per equilibrio del cavallo??
Ci sono, come per mille altre cose, questioni che non sono opinabili, sono così e basta.
Un cavallo, per come madre natura lo ha fatto, sa stare in equilibrio ed impara molto più velocemente di quanto non facciamo noi esseri umani. D’altra parte se non si sbriga rischia di essere predato, pertanto il puledro impara rapidamente a mettersi su ritto e anche a correre velocemente!
La sua capacità di stare in equilibrio è data, come per ogni altro essere vivente, da un complesso meccanismo di informazioni che arrivano al sistema nervoso centrale. Informazioni che arrivano dalla vista, dalle variazioni di pressione dei piedi sul suolo o dalla posizione relativa delle differenti parti del corpo. Da queste informazioni il corpo effettua movimenti dei muscoli che assicurano l’equilibrio.
Se un cavallo deve muoversi su una discesa, esattamente come noi, posizionerà il suo corpo in modo da assicurare una discesa “in equilibrio” appunto e solo se qualcosa andrà storto potrà cadere perché appunto “perde l’equilibrio”.
Bene, fin qui ci siamo e che il cavallo fosse in natura un animale perfetto non ne avevo dubbi!!
Ma è necessario chiarire due punti di importanza VITALE !!!
1) Il cavallo, per riuscire a stare in equilibrio, utilizza la sua incollatura cioè posiziona il suo collo e la testa in modo da garantire equilibrio a tutto il corpo.
2) Il cavallo è un erbivoro e dunque è costruito in modo tale che la parte posteriore porti meno peso per essere pronta allo scatto per la fuga mentre la parte anteriore porta più peso soprattutto in virtù della presenza dell’incollatura (testa e collo).
Chiariti questi due punti veniamo a noi che desideriamo montare a cavallo….
Nel momento in cui noi mettiamo il nostro corpo sulla schiena del cavallo le carte si rimescolano tutte.
Prima di tutto perché adesso le informazioni che arrivano al sistema nervoso centrale del cavallo non dipendono più solo dal suo corpo ma c’è n’è un altro, ci siamo noi, che poi non stiamo pure nemmeno fermi!! Se infatti riuscissimo ad essere completamente inerti, il cavallo non avrebbe alcun problema a mantenere il suo equilibrio naturale esattamente come noi con uno zaino ben posizionato e fermo sulle spalle. Le cose cambiano se il nostro zaino vive di vita propria, così coma cambiano per il cavallo con lo zaino mobile umano.
Un secondo aspetto è che il nostro peso si distribuisce sui 4 arti in modo da creare un ulteriore carico sugli anteriori che la natura non aveva previsto.
E quindi??
Quindi abbiamo una bella responsabilità.
In primo luogo dobbiamo imparare a gestire con il massimo controllo il nostro corpo, in modo da arrecare meno disturbo possibile al cavallo, quindi dobbiamo lavorare in modo assolutamente maniacale sul nostro assetto.
Poi dobbiamo preoccuparci di comprendere in modo più che approfondito quale sia l’equilibrio naturale del cavallo e come l’incollatura (ricordate il primo punto di importanza vitale??) agisce per modificare questo equilibrio.
In questo modo noi possiamo diventare dei collaboratori all’equilibrio del cavallo, da una parte non ostacolandolo e dall’altra aiutandolo a garantire una postura corretta e quindi un equilibrio corretto e funzionale al suo stato di benessere e di salute fisica.
Facile? No, non direi… d’altra parte andare a cavallo è un arte e l’arte richiede dedizione, impegno, passione, studio, curiosità, fantasia e molte altre doti.
Cerchiamo per lo meno, se non siamo degli artisti, di essere persone responsabili per noi ma anche per questo meraviglioso essere vivente che si mette nelle nostre mani.
Come sempre cerco di stimolare la vostra curiosità e di darvi nuovi spunti di riflessione.
Generale L’Hotte (1825-1904) in “Questioni Equestri”
“E’ importante per la condotta del cavallo, soprattutto per il suo impiego all’aperto, conoscere l’azione esercitata dall’incollatura e i suoi cambiamenti d’attitudine sulla ripartizione dei pesi tra le spalle e le anche.”
“Senza andare a estremi limiti, il cavaliere può trovare, nella distribuzione del proprio peso, i mezzi per contribuire alla modificazione d’equilibrio che sarebbe opportuno ricercare nel cavallo, sia per allungare o raccorciare le andature, sia per regolarizzarle.”
Jean Licart (1896-1965) in “Equitazione ragionata”
“Il peso del cavaliere a cavallo, poiché non è suddiviso egualmente tra anteriore e posteriore, fa sì che la presenza dell’uomo sul dorso del cavallo disturbi le naturali proporzioni di peso in vista delle quali il cavallo è costruito”